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In autunno le foglie

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Languide pendulano
incerte a restare
tintinnano accartocciate
dall'autunno
le foglie
al vento sacrificate.
Non hanno cuore
di fare resistenza e dal gioco
si lasciano portare.
Lui volteggia setoso
s'attarda voglioso
avido
di note ambrate.
Coccola
ne coglie a larghe braccia  e sul sentiero le porta qua e là.
Tutto segretamente accade
 si compie
come ripetersi annunciato
tutto muta e fugge via
anche la luce
che lenta sfuma
in un volgere nostalgico. Stefania Pellegrini ©

Memorie della sera

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Non torneranno a fiorire le rose
per noi, le bruciò tutte
quell'inverno precoce
che tolse spazio all'illusione
e profumo alla vita.
E non torneranno le stagioni,
le primavere leggere
con le ali ai piedi, la carezza
amica di brezza tra i capelli.
Gli umori di macchia,
gli olezzi di ragia
i moti inquieti di mare e tu,
mano nella mano a guidare il passo.
Scorrono i nostri anni adesso
in questo filo d'ordito logoro
e sfilacciato che stringo sul cuore.
Troppe volte carezzato
troppe volte cercato
per riviverti nei moti dell'anima
per trovare le braccia
che accolsero, consolarono
le mie pene, la voce
che non potrò più contenere.
E torno a quel mare invano
respirandoti nell'odore
di salsedine del vento,
nella voce profonda delle acque
che nascondono il volto,
nelle stelle che accendono
le memorie della mia sera. 
Stefania Pellegrini ©

OGNI DIRITTO RISERVATO ALL'AUTRICE
(anno 2016)

Prove d'autunno

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Pareva impossibile nella calura, invece... ecco il vento cambiare vista, punto di ritrovo. Come furia si ferma e sibila rabbioso sulle sdraio aperte, i verdi ombrelloni della spiaggia. Spazza via la lanugine di nebbie sospese, chiama flotte di nubi grigiofumo ad affollare l'universo azzurro.
Rumoreggia adesso il mare, muove le sue spire, affonda più deciso. Bianche le creste alza, sbatte, riprende, naufraga inquietante in moto di deriva. Si raggela l'aria nelle fauci del vento bizzarro. Sfocia la titubante attesa in gocce di pioggia.
Ma nessuna tregua della spinta ribelle scesa sulla costa. Attraversa fessure, spifferi, pori fin dentro le radici dei nervi. Posa sul profilo nudo del cuore e spazza via sogni e calura dell' estate, che esce di scena alle prime prove d'autunno.
Stefania Pellegrini ©

Nel silenzio

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S'affollano i viali
di rugginosi coralli saturi di luce
e sull'albero in giardino
resta appeso l'ultimo rubino. Luce lattiginosa di dolci attese
nella pioggia che cade
nella foglia che passa
il mio cuore riposa.
Silenzio,
si fa ombra la luce.
Silenzio,
fremono gli ultimi coralli
nel vento che s'alza.
E mentre pensi ai disegni
del tempo nell'ombra di oggi
è già il domani.

Stefania Pellegrini ©

Vorrei incontrarti ancora

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Vorrei incontrarti ancora
dove la notte
travolge i sensi,
figlia degli incontri,
delle parole dolci,
dei sospiri rapiti,
dei gesti complici.
Vorrei per te farmi vento
quando dà il là
alla danza
tra le fronde degli alberi
con quel passo di musica
che rapisce le foglie.
Aprire le imposte
della fantasia
ai tuoi occhi distratti
raccoglierne il vezzo
per lusingare
il giorno bastardo.
Vorrei imparare ad inventarti
nei vuoti delle assenze
che affiora la laguna
dei nostri cuori,
per ritagliarmi un pezzo
di cielo del tuo mondo segreto, e partorire
dal ventre di nebbia
la voce delle emozioni.
Stefania Pellegrini ©
OGNI DIRITTO RISERVATO ALL'AUTRICE

Incertezze

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Ho smarrito la mappa dei giorni
oggi, nel giardino ove
sono fioriti gli anemoni,
e arrendevole, stanca
guardo girare a vuoto
la banderuola
impazzita.
Attendo cambi il vento
per cogliere il loro profumo di vita.
Un'ebbrezza di suono delicato,
un gioco di accordi
che musichi armonia.
Così il silenzio
in questa coltre di noia affabula.
Pensieri e corde scioglie
nel vano tentativo di dare un senso
a ciò che sfugge
con l'ostinata inerzia.
Sono qui e cerco respiri leggeri
che sciolgano pensieri,
impronte nostalgiche
aggrumate sul cuore.
Ciò che è oggi è già nel passato e
quello che vorrei
sposta la bussola verso luoghi ignoti
senza aver rivisto il passo,
aver compreso le tessere sbiadite
dei sogni andati,
gli odori speziati inseguiti,
nel gomitolo svolto
del bel tempo andato.
Stefania Pellegrini ©

OGNI DIRITTO RISERVATO ALL'AUTRICE

Sull'argine antico

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Sull’argine antico del fiume
intrecci di sonorità passate
in echi di parole
un rimando d’un tempo leggero
d’immagini lontane
ad incrinare
le silenziose acque.
Tornano felici i giorni
il cuore leggero senza ombre,
grida festose
tra castelli di sabbia lambiti
dalle bianche spume,
una paletta, un secchiello,
abbandonati al sole,
gusci di conchiglie vuote.
Sull’ala del vento, ecco
un rintocco secco di campanile
a ristabilire l’ordine delle ore.
Il qui e ora di un cuore
che fatica a ritrovare se stesso.
Stefania Pellegrini ©