C’è un desiderio,
un desiderio che di tanto in tanto,
così dal niente,
sgomita per un po’ d’attenzione.
Ha vita breve,
spento dalla spinta del vento
che offusca l'ombra
che ti fece sua, madre.
Io ti cerco, ma
non trovo volto nel vago ricordo,
e non conforta la foto sul comodino
impressa nella fissità di pietra.
Mi guarda con passata dolcezza,
ma le labbra, il sorriso,
hanno la rigidità del gelo
e non bastano le fantasie
a dare vita a un nuovo movimento.
Se gli occhi avessero stanze
in nessuna di esse
permetterei al buio di oscurarti.
Stefania Pellegrini ©
(Inedita)
diritti riservati all'autrice