domenica 28 giugno 2026

Di primo mattino nel bosco

 



C'è una magia, un che di sotteso,
di non detto
fermo tra la frescura del primo mattino
di questa estate rovente
che appiccica le vesti e smorza energie
mentre accoglie i miei passi,
li guida lungo il suo silenzio.
Qualcosa che si lascia solo
carezzare, ben lontano da decifrare.
Non una foglia, non uno spasmo
trapela tra le fronde degli alberi,
solo qualche cinguettio
nascosto s'ode tra il verde,
e l'armonia di freschi odori
umidi di sottobosco, dai muschi,
agli aromi legnosi di resine d'abete,
dal fogliame, all'erba umida
di gocce di rugiada.
Un'armonia profonda 
che riconosco imperitura.
È l'ora più vera, l'ora pura
in cui la natura si offre
in un assolo di tangibile intimità
e pare guidare in un mondo fatato
tra sommesse vibrazioni
che sfiorano con una lunga carezza
confortano, infondono quiete,
sgombrano la mente,
la liberano da ogni perturbazione.

Stefania Pellegrini ©

OGNI DIRITTO RISERVATO

giovedì 14 maggio 2026

Sopra le parole

 


Non dirmi - non seguirò la scia di bava
che conduce alla favola millenaria
di un cieco pensare.
Andrò oltre la patina grigia,
gravida dei giorni,
oltre la polvere, la nebbia sporca,
seguirò il sentiero del mio pensiero.
Non trattenermi, lascia,
lascia che io vada
in direzione ostinata e contraria.
Le parole sono come formiche
se sparse - senza controllo.
Nugoli neri
che assediano minacciosi,
sono tuono - lampo - tempesta,
sono veleno che intossica il nostro tempo.
Il degrado avanza,
una nube fumosa inquina la ragione,
un urlo di paura corre nel vento.
Non dirmi - non credo alla favola:
“Al lupo, al lupo”.
Depuriamo la mente
da questo frastuono di voci nocivo,
recuperiamo dal canto del silenzio
la luce cristallina di un percorso
che conduca a sorgenti di pura verità.

Stefania Pellegrini©

DIRITTI RISERVATI ALLA'AUTRICE ©


sabato 25 aprile 2026

Essere comunità

 



Quando ero bimba nel mio paese
ogni angolo, ogni pietra, ogni casa,
traspirava odore.
Oggi passeggio tra i vicoli e non c'è
quell'odore di ieri.
Spesso tutto appare inerte, distante,
come sterilizzato.
Allora tra quelli di pane sfornato,
di sugo, c'era odore di calore, di intimità.
C'erano sedie di paglia all'uscio
che richiamavano vecchi a conversare,
donne ai balconi a scambiarsi parole
stendendo biancheria ad asciugare.
C'era ascolto che univa,
condivideva le fragilità umane.
C'era un pieno che colmava i cuori,
bellezza di vita semplice, autentica.
Lo so che ognuno
è di per sé solo con le sue ferite,
ché il mondo si è fatto troppo grande
per far parte di quelle ferite,
ma restiamo vicini, facciamo comunità.
All'abbraccio del sole
anche la neve e il ghiaccio si sciolgono
e fiori possono spuntare dal cemento.

Stefania Pellegrini©

TUTTI I DIRITTI RISERVATI ALL'AUTRICE©

venerdì 3 aprile 2026

Primavera ai monti

                                         

Primavera al campo e al prato
torna ad abitare cuor di gemme.
Ecco marzo, poi aprile
risvegliare amore
e generoso serpeggiare tra i muri
fior di tenera vita.

Primavera vivace
nell’acqua dei ru *
tornati a gorgogliare,
tanto cara, così armoniosa
nello spirito dei boschi,
gli alberi or ora rinverditi,

spruzzi bianchi in ogni dove,
cinguiettii d’amor tra i nidi.
Seppur con la nebbia,
la pioggia che scende
non mancherà linfa a ogni zolla,
e poesia per la mia Valle.

Primavera amabile,
che fiore dei tuoi occhi
al cuore mi regali,
soffermati – un attimo solo.
Resta,
così veloce il tuo passo
che all’apparire già è scomparso.

Stefania Pellegrini ©  

*ruscello

 CON LA SPERANZA CHE LA PRIMAVERA 
SIA ARRIVATA ANCHE NEI VOSTRI CUORI.
SERENA PASQUA, AUGURI 
A TUTTI VOI.


sabato 28 febbraio 2026

Io sono un sognatore

 

Sono un sognatore, un giullare
che intrattiene la mente
per sollevarla dalla mediocrità
del suo vivere.
Sono un solitario, un diverso
e gioisco con le parole.
Nel silenzio
che addormenta ogni cosa
ecco l'ora mia,
quella del cantastorie
che si anima in me
e veste la mia vita di stelle.
Io sono un sognatore,
il sogno è nato in me
in lui trovo la giusta dimensione,
l'ora che si compie felice,
perché è di me,
voi non sapete ciò che trova,
ma vi garantisco
sia la parte migliore.

Stefania Pellegrini ©

sabato 14 febbraio 2026

Ti ricordi?

 


Il "Ti ricordi? con te
è come voce caduta nel vuoto
arresa su un senso unico.
E' come filo che srotolo
e subito si riavvolge
su se stesso, una porta
che tento di aprire 
mentre cigola
per richiudersi appresso.
E' ricerca di un condiviso
che s'alimenta
sul suono della mia voce,
ma non smetterò
di passare le mie mani 
sul tuo viso
 per tentare di riparare
la fragile materia
che ci tiene uniti,
perché tu possa riconoscere
il rumore del tempo
sotto i nostri passi.

Stefania Pellegrini ©


.

sabato 31 gennaio 2026

Impressioni di gennaio

 

                                    


Sordo è il rumore del tempo
in questo giorno assiderato e grigio
dove l'ombra non trova dimora
e ferma e immobile
pare restare dentro le case.
Smania per uscire
ma contrasta con l'umore del cielo
che resta avvolto
nel suo mantello opaco e lattiginoso.
Passerà questo grigiore appeso,
passerà... forse.
Vorrei non farmi contagiare
e mi rifugio nel sogno
che aspira a qualcosa di più concreto,
alla luce, prigioniera del momento, 
alle parole 
che scorrono sul foglio,
nella storia che qualcuno ha scritto
anche per me e...
 vivo.
Vivo a un passo dell'umore del tempo.

Stefania Pellegrini ©



martedì 27 gennaio 2026

Viaggio nella memoria - 27 gennaio 2026

 

Ecco dalle maglie del tempo
affiorare il passato
di cui alcuni
ancora tentano di negare l'esistenza.
Chiede ascolto per raccontare
una città che come altre
non potrà mai trovare onore.
Tristemente si culla il giorno
là tra i gemiti del vento:
troppi non fecero ritorno.
Gennaio crudo, raggela il fiato,
imprigiona la mente
in un silenzio irreale che pure
i passeri sugli alberi nudi
sembrano non voler turbare.
La città morta
tra i comignoli neri e i forni smessi,
le montagne di scarpe... gli occhiali,
le spazzole ammucchiate...
arde viva memoria.
Trasuda tra i pori dilatati del silenzio
desolante vissuto,
sotteso di dolore senza tempo.
E ancora corre un inverno
sulle sponde del fiume Lete,
sulle anime dei morti,
che pare s'aggirino attorno.
Li sento oggi in fila come allora
camminarmi a fianco,
passo - passo raccontarmi
le loro storie travagliate, gli orrori,
e ricordarmi
che non ha limiti la crudeltà umana.

Stefania Pellegrini ©
(dalla raccolta:ITACA NEL CUORE-CTL EDITORE) 

lunedì 12 gennaio 2026

Non fermarti, ma balla

 


Balla mia cara, balla, 
dimentica i giorni
che lontano ti stan portando,
anche se il tempo
ha trafitto quel sole di maggio
che baciava le tue parole.
Non chiedergli di esser clemente,
ma balla.
Il tempo non ha premura
ma indietro non torna.
Non fermarti,
anche se le rose del tuo giardino
non rifioriranno,
balla mia cara, balla.
E' così bello lasciarsi portare
dall'onda di una canzone,
abbandonarsi e non pensare
al tempo crudele che inchioda
le parole al muro dell’oblio.
Ballare puoi,
anche con la mente, con il cuore,
o sulle note di un violino,
finché nella luce della sera
vedrai una stella in cielo sbocciare
e la stagione del tuo inverno
si poserà tra le tue labbra stanche
sul volo di una canzone.

Stefania Pellegrini ©




giovedì 18 dicembre 2025

Sulla via di casa

 



La neve attesa s'attarda
dietro raggi di sole
respira il bosco sbadigli di luce
e madidi muschi gemono
lacrime di ghiaccio.
L'aria trasuda languida
struggente attesa
mentre sulla via di casa
faccio ritorno.
Gelido il vento di dicembre
rapprende il mio fiato
in un silenzio che m'avvolge
pregno d'umori assonnati.
E un brivido m'attraversa
nell'ora che presto aprirà
a bagliori di scintille.
Quanti miseri
staranno vagando ora
per un po' di tepore
e un rifugio di pace!
Dove Sei? Eppure ci Sei,
ma io non Ti vedo.
Alzo lo sguardo al cielo e
  Ti cerco. 

Stefania Pellegrini©



Auguroni a tutti voi che passate.
Buone Feste 
in salute, pace e armonia.



martedì 2 dicembre 2025

Dicembre

 


Il grigio pallore del giorno
che langue sempre più corto,
le alte vette abbrunate
spruzzate pepe e sale,
il paese avvolto
nel pungente gelo
a ricordarmi
l'ultimo mese dell'anno
e l'aria velata
che incerta ritarda
gli attesi fiocchi di neve
sulla valle.
Gelo al vento ed inseguo
un lontano
dolce canto di zampogne
mentre il ricordo
sfarina lento
nostalgia di quel piccolo,
vecchio
presepe d'una volta.

Stefania Pellegrini ©

domenica 9 novembre 2025

La goccia

 



Una goccia scivolata
dall’apice di un ramo spoglio
pendula limpida, pura,
incerta a restare.
Brilla fragile come cristallo
mentre in lei si specchia
la corteccia di un albero.
Dondola, tremula,
cader non vuole, ma
ignora d'aver vita breve.
Basterà l’arrivo di un refolo
di vento, o un uccellino
a smuovere il ramo
ma nella magia dell’inverno
può anche accadere
di rimanere casta gemma
per un giorno.

Stefania Pellegrini ©




lunedì 20 ottobre 2025

Ci sono sere

 


Ci sono sere che un’ombra intravedo
nel vago mutare della stanza,
non diversa, ma figura com’eri
mentre sedevi al tavolo nel nostro quotidiano.
Eppure non è come esserci,
non è come ritrovare la luce del tuo sguardo,
la tua voce nell’aria, le mie mani
che si riempiono di baci.

Le rose di ieri non rifioriranno
ma in questa vita appassita, ancora vita c’è,
se la stanza si fa piazza
e tra le voci dei nostri figli
un tempo buono siede senza fretta.
E allontana
ciò che è stato nel nostro vivere superato
e si sofferma 
sulla tua voce calda che intona una canzone
mentre dal giardino un dolce profumo sale
e vedo... vedo
dall’esitante chiarore del tempo lontano
che le nostre rose sono tornate.

È bellissimo sai, è come se di questi giorni
si levasse dalla polvere delle macerie
un calore che scalda,
fuoco che divampa nel deserto dentro me
e anima la tua ombra che si fa reale.

Stefania Pellegrini ©

OGNI DIRITTO RISERVATO ALL'AUTRICE  



lunedì 29 settembre 2025

Désarpa

 


E' tempo di migrare...
dall'azzurro del mare,
al respiro della montagna.
Anche per le mandrie a valle 
dai verdi pascoli  
lassù vicino al cielo.
Al frastuono sonoro di grossi
e preziosi campanacci
tu bambino gioirai.
E' festa al villaggio 
quando in fila, ordinate, 
le due regine davanti
sfileranno sulla via
adornate con rametti d'abete,
intrecci di nastri
e fiori rossi o bianchi
con il pastore 
 e il latrare festoso dei cani.
Arriveranno, con gli ultimi respiri
e il rimpianto
d'una calda estate.
Hanno bevuto alle fonti,
disceso tratturi
sempre umili e docili
 ai loro mandriani.
Andare e poi tornare
al vento, la pioggia e al sole
è il loro stare.
Bentornate, gli dirai,
tutto sommato
mi siete mancate.

Stefania Pellegrini ®

Ogni diritto riservato all'autore ©

Per Désarpa - in patois o franco-provenzale - si intende transumanza e coincide in Valle d'Aosta, per tradizione, con la festa di San Michele, il 29 settembre. E' un momento importante per la vita dell'allevatore, un giorno di festa da condividere con tutta la popolazione.



domenica 7 settembre 2025

L'ora nostra

 

Alfred Sisley


Vieni, siedi qui, vicino a me,
sì, su questa poltrona,
ha giusto il cuscino
per sorreggere la tua schiena.
Vedi, è così luminoso il giorno
e l'ombra del glicine
fa corolla al nostro sentire.
Non c'è vuoto da riempire oggi,
noi due siamo insieme
e il resto fuori
lasciamo che corra, che vada,
non facciamo entrare
la sua ombra nei nostri occhi.

È tutto così perfetto, unico
che non c'è suono che senta,
mi basta quello amato della tua voce,
il ritmo delle nostre parole
per riempire la distanza tra noi.
Salverò questo momento,
lo salverò dall'indifferenza del tempo,
per te, per me, per noi.
Non so cosa ci perderà,
cosa troveremo oltre questo giorno,
ma so che quest'ora è nostra.
Eccoci qui insieme,
sorridi allora, abbandonati al sogno.

 Stefania Pellegrini

TUTTI I DIRITTI RISERVATI AL'AUTRICE©


lunedì 28 luglio 2025

Quanto viva è l'estate

 


Quanto viva è quest'estate

e quanto smorto pare il tempo,

rassegnato il silenzio

che parla con se stesso

attraverso sagome d'ombre cinesi.

Dove trovo i sogni

che l'estate propagava

nel respiro caldo

di gioie condivise?

Bianchi gabbiani sorvolano fiocchi

cotonati cenerini,

niente pare essere, niente

rende la dolce illusione che il cuore

tornerà a battere come allora.

Poco rimane della mia giornata

e ogni gioia colta subito appassisce

tra i filari del tempo non più nostro.

Sfuma il meriggio

sul cadenzato canto delle cicale

batte sei rintocchi la torre campanaria

e l'ora s'adagia

nel quieto stormire della mia mente.


Stefania Pellegrini ©

(dalla raccolta: Quel che resta dei giorni Montedit Editore)

venerdì 4 luglio 2025

Ispirata

 


Valnontey - Cogne

E sempre di te, in ogni afflato
riconosco il messaggio
che il vento mi sussurra.
Sfumature di pacata morbidezza
musica la voce.
Ora fluide d'acqua che scorre
ora chiassose di grida di bimbi,
ora canto di note sussurrate.
Poi tonalità - timbri si fondono
in arpeggi di parole
che nascono - crescono,
in voce di intenso sentire
e prezioso si fa l'attimo.
Ristora uccello ciarliero
che s'abbevera
alla voce dell'ora.
Mi scopro più viva - più vera.
Forza improvvisa
m'avvolge - mi travolge,
non so resistere
all'energia che cattura.
E' forse un sogno?
Non so,
qualcosa - l'istante brucerà
e sulle voci l'ombra del silenzio
scenderà,
ma ora schiude il verso
un attimo di infinito.

Stefania Pellegrini ©

(dalla raccolta: ITACA NEL CUORE-CTL Editore Livorno)

sabato 7 giugno 2025

Danza al Giardino Paradisia

 


Al Giardino Paradisia è giunta l'estate,

preziosa di odori e colori,

e nell'ora che volge al crepuscolo,

sciamano magnifiche,

piccole, grandi, farfalle

gialle, azzurre, rosse, nere.

Una volteggia

sulla brezza di aromi profusi,

ondeggia lieve, festosa,

una danza di estrema grazia

e gioia, fanciullesco incanto pervade.

Le ali bianche come madreperla,

al centro gli occhi

di un vivo rosso sangue,

i delicati contorni scuri,

vira, sfiora il terreno, risale.

Svolazza, infine posa

sull'apice di un cardo violaceo

e distende le quattro ali sericee,

ampie, ferme, alla calda luce.

Oh, con quanta delicatezza

carezza l'umile fiore,

la sua austera bellezza.

Vive per amare, null'altro chiede

anche se breve sarà la sua danza.


Stefania Pellegrini ©

Ogni diritto riservato all'autore

martedì 20 maggio 2025

Lo squillo

 


foto Marie - da Pixabay


Ho posato il telefono sul tavolino

e aspetto, aspetto che il suo trillo

risvegli la casa deserta

e riempia questo vuoto

con il calore della tua voce,

del tuo essermi vicino

anche attraverso l'inevitabile

deteriorarsi del nostro tempo.

La tua voce che mi raggiunge

come lo scorrere del ruscello,

e noi vicini, e così lontani.

La tua voce a tranquillizzarmi,

la tua voce intensa

come il rosseggiare di un'altra aurora.

Così vicina, noi così lontani.

La tua bocca mentre mi sorridi,

il passo tuo, allegro accanto a me...

D'improvviso squilla...

Pronto?... PRONTO!

Riaggancio delusa.

La voce sconosciuta da un call – center

mi parla di pubblicità.


Stefania Pellegrini ©


domenica 11 maggio 2025

Inarrivabile poesia

 


Quell'inseguire senza poterla afferrare,

quella lontananza,

quell'armonia che mi stordisce,

incanto di bellezza,

che struggimento piove di note in petto.


Ritmo - melodia -

d'anima che pulsa nel bosco e in ogni cosa.

Quel mostrarsi, ritrarsi

che provo invano a decifrare.


Inarrivabile poesia,

che mai riuscirò a cantare

nella forza e la bellezza

che tanto attrae, intimorisce e fa sognare.


Stefania Pellegrini ©

Inedita - DIRITTI RISERVATI.


Ultima pubblicazione ANNO 2020

Cercando l'Isola - Recensione di "Itaca nel cuore"

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